domenica, gennaio 20, 2008

venerdì, gennaio 18, 2008

Ho bisogno di riflettere, con calma.

E' NECESSARIA UNA PAUSA DI RIFLESSIONE. TRANQUILLI NON MOLLO. DOPO UNA NOTTE DI VEGLIA LAICA A SOSTEGNO DEL MIRACOLO DELLA SCOMPARSA DEL COMMA 7 , SONO STATO ILLUMINATO. HO BISOGNO DI USCIRE DAI CONFINI DELL'ISOLA E DELLA PENISOLA. PASSO A SECONDA VITA. FACCIO UN GIRO PER IL MONDO E PER IL METAMONDO. RINCONTRERO' E VISITERO' GENTI E LUOGHI GIA' NOTI E MI PREPARO A NUOVE ESPERIENZE. TORNERO' NON SO QUANDO MA TORNERO'. E SARANNO CAZZI!!!!!!

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lunedì, gennaio 14, 2008

Il Talpirismo: ovvero sulla cecità delle talpe

“Mi dispiace dover polemizzare con il Presidente Cuffaro” lo ha detto Gianfranco Miccichè in replica ad un’agenzia che commentava il post sul suo blog cosi:“non leggo Miccichè, né quando parla di me, né degli altri”. Il comprensibile stato di tensione che vive in questo momento Cuffaro, per le note vicende, inizia a fargli commettere errori di valutazione politica che possono nuocere ai rapporti con gli alleati, o quanto meno lo portano a cadere facilmente in tranelli orditi da giornalisti in cerca di scoop, ma ciò è più che comprensibile, non è invece corretto approfittare di questo stato delle cose. Dicevamo Cuffaro farebbe molto bene invece a leggere direttamente e ad ascoltare ciò che scrive e dice Miccichè, ed ha l’opportunità di farlo senza mediazioni e senza che gli venga riferito da nessuno, basta un click, che ci vuole. Anche per un conservatore come lui non è difficile. Per esempio Miccichè non ha scritto che tra i 20 assunti ci siano figli di magistrati, forse sarà un compressivissimo lapsus o forse lui conosce ciò che Miccichè non conosce. Ma ad un’attenta rilettura dell’agenzia si capisce che non lo dice neanche Cuffaro ma il redattore della stessa, brutto vizio quello di creare il caso anche quando non c’e. E’ stato così ed è già successo per esempio anche nel caso della presentazione del libro “Impuniti”. Chi ha ascoltato, o era li, sa come sono andate le cose, sa che il termine Cuffarismo non lo ha coniato Miccichè. Che dire? Peccato che Cuffaro parli solo attraverso la stampa e con metodi della società dei consumi, buoni solo a far vendere copie e a creare casini, ma è pur vero che cosi facendo ha sempre la chance della smentita e la verità su ciò che dice, o pensa è come uno dei tanti segreti della prima repubblica; non lo si saprà mai. Meno male che nonostante questa trappola i due pseudo litiganti convergano sulle posizioni del progetto di Mancuso e sull’intera vicenda Unicredit, ma di questo domattina la stampa non parlerà, ci sarà spazio solo per la polemica. Che Dio ci conservi il blog libero in libero web.

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sabato, gennaio 12, 2008

Banco di Sicilia…


Tratto di www.gianfrancomicciche.net

Sono tornato adesso a casa.
Abbastanza amareggiato ed ho bisogno di sfogarmi con voi: in questi giorni il protagonista della mia vita politica è stato il Banco di Sicilia. Vi racconto cosa è successo, poi voi giudicherete:
il Banco è passato tempo addietro alla romana Capitalia (ex Banca di Roma). Il passaggio si rese obbligatorio quando Banca d’Italia, per evitare l’invasione delle banche straniere, decise una strategia a mio avviso legittima, quella di creare dei grossi gruppi di credito italiani che potessero contrastare lo strapotere europeo tedesco, francese ed inglese. Successivamente, sempre in virtù di questa strategia Capitalia è stata assorbita dalla più potente UNICREDIT. In pratica, con BANCA INTESA, in Italia si sono creati oggi due potentissimi gruppi bancari. Questa è la prima premessa. La seconda è che la Regione Siciliana aveva una quota azionaria nel Banco di Sicilia eche oggi. invece, vanta una molto più piccola quota di Unicredit il cui valore assoluto rimane comunque pressocchè invariato ed pari ad oltre 1 miliardo di €uro. La Regione Siciliana però, a differenza di tutti gli altri soci di Unicredit, è l’unica che partecipa al capitale con denaro pubblico in forza di una legge dell’Assemblea Regionale che stabilisce i motivi dell’investimento e la destinazione delle risorse impiegate. (se non dovessero essere chiare le premesse tanto vale non proseguire a leggere). (continua a leggere il post sul suo blog clicca)

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venerdì, gennaio 11, 2008

Minchiate Cum Grano Salis n° 1


"mentre il governo italiano sta discutendo circa il modello tedesco contro il modello spagnolo, il presidente francese sta scopando il modello italiano..."

International Version:
"While the Italian government is discussing about the German model vs. the Spanish model, the French president is fucking the Italian model..."
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mercoledì, gennaio 02, 2008

Prodi inizio anno con il danno!

In riferimento al sorpasso della Spagna ed alla conseguente dichiarazione del Presidente del Consiglio Italiano ecco la prima del El Pais il maggiore dei quotidiani Spagnoli.

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martedì, gennaio 01, 2008

TURPILOQUIO DI FINE D’ANNO

by Adriana Bolchini Gaigher

Spero siate comprensivi e mi vogliate perdonare la “sparata conclusiva” dell’anno 2007, che sento il bisogno di fare con il ricorso al turpiloquio indirizzato al Governo di merda che governa una nazione che hanno fatto diventare merda per i propri interessi di merda, in barba a tutta la brava gente che ormai sta annegando nella merda, dal nord al sud, senza via di scampo “isole comprese” e non mi riferisco alla spazzatura, ma alla merda ideologica che ci hanno fatto ingoiare e che ormai non siamo più disposti ad accettare di ingoiare.

Mi auguro davvero riusciate a comprendere la mia rabbia, e lo sfogo che mi sto concedendo ricorrendo a questo “sproloquio di merda”, poiché non è mia abitudine cadere così in basso mi auguro si concluda con la fine dell’anno in corso, ma questa fine d’anno è per me, come purtroppo penso per molti italiani, sfociata in una cloaca, che ha trovato la sua apoteosi nella vergognosa condizione economica miserevole nella quale stanno cacciandoci, dopo averci fatto credere per anni e averci ribadito solo pochi giorni fa, a mezzo della bocca della verità del capo del governo più merdoso che l’Italia abbia mai avuto, che il nostro benessere era al centro degli interessi dei politici italiani, e che si stavano preoccupando di noi, mentre tutti i politici, nessuno escluso, si sono arricchiti e non soltanto per gli stipendi faraonici che si sono autoattribuiti ma per gli intrallazzi e gli intrecci economici che hanno messo il nostro Paese in ginocchio e lo hanno consegnato dritto nelle mani del terzo mondo, e per di più ci hanno anche venduto ai dittatori teocrati islamici, tantè che non passa giorno senza darci prove di quanto sia immenso il marciume italico. (continua...)

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